Climatizzatori: guida all'acquisto con i bonus fiscali.

Si può fruire di uno sconto fiscale acquistando un climatizzatore? E quale? Detrazione Irpef al 50%, ecobonus al 65% o bonus mobili? Ecco una breve guida con tutte le risposte.

Con l’arrivo dei primi caldi è tempo di pensare a rinfrescare casa e quindi acquistare climatizzatori e condizionatori. Una spesa che può essere ridotta fruendo delle agevolazioni fiscali, la detrazione Irpef al 50 e l’ecobonus 65%. Entrambi però seguono regole proprie e iter ben precisi che bisogna avere chiari prima di procedere all’acquisto.

La principale differenza tra condizionatore e climatizzatore sta nel fatto che il primo ha la funzione di raffreddare l’aria mentre il secondo oltre per il raffreddamento svolge anche la funzione di deumidificazione, filtraggio e riscaldamento. Il condizionatore permette solo di regolare la velocità della ventola e non di impostare una determinata temperatura. Anche il climatizzatore raffredda l’aria ma deumidifica ed è in grado anche di riscaldare l’ambiente, grazie a una pompa di calore. Inoltre permette di impostare la temperatura e il livello di umidità desiderati. Quando si raggiunge la temperatura desiderata, rilevata tramite sensori, il climatizzatore si blocca e poi si riaccende solo quando serve.

Detto ciò la prima domanda che sorge è quale sconto fiscale si può avere acquistando tali dispositivi per il raffrescamento. Si può fruire della detrazione Irpef al 50% per l’installazione del climatizzatore con pompa di calore e in tal caso non c’è necessità di eseguire interventi edilizi. Il climatizzatore deve però essere utilizzabile anche ai fini del riscaldamento, a integrazione o sostituzione dell’impianto autonomo o centralizzato già esistente. Chi acquista tali dispositivi quindi può detrarre dall’Irpef dovuta, nella misura pari al 50% fino al 31 dicembre 2016 le spese sostenute fino ad un importo massimo di 96mila euro per unità immobiliare. E’ necessario eseguire i pagamenti con bonifico bancario o postale parlante, che indichi la causale del versamento relativa ai lavori ristrutturazione, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore di cui è effettuato il bonifico.

Chi installa climatizzatori con pompa di calore che permettono sia il riscaldamento che il raffrescamento dell’ambiente, a patto che siano ad alta efficienza energetica e che sostituiscano un impianto di riscaldamento già esistente, può fruire invece dell’ecobonus, la detrazione Irpef al 65%, prorogata anch’essa fino al 31 dicembre 2016. In questo caso, rispetto al bonus ristrutturazione, occorre rispettare ulteriori requisiti e un iter specifico. In primo luogo c’è da specificare che si può fruire dell’ecobonus al 65% per la sostituzione e non integrazione di un impianto di riscaldamento già esistente con un climatizzatore a pompa di calore.  Il limite di detrazione ammesso in tal caso è di 30mila euro. E’ necessaria l’asseverazione di un tecnico abilitato che dimostri il rispetto dei requisiti di prestazione energetica dell’intervento, asseverazione che può essere sostituita anche dalla certificazione del produttore. Entro 90 giorni dalla fine dei lavori, data che coincide con il giorno del collaudo, occorre poi trasmettere telematicamente all’Enea la copia dell’attestato di certificazione o di qualificazione energetica e la scheda informativa, relativa agli interventi realizzati, tutti documenti che devono essere rilasciati da tecnici abilitati. Come per il bonus ristrutturazioni, anche per l’ecobonus è necessario effettuare i pagamenti con il bonifico bancario o postale parlante.

Chi vuole un raffrescamento di casa last-minute e vuole acquistare un dispositivo mobile può fruire, a particolari condizioni, del bonus mobili, la detrazione Irpef al 50% per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici di classe A+ (A per i forni), tra cui rientrano anche i ventilatori elettrici e apparecchi per il condizionamento come ad esempio i portatili monoblocco, sempre di classe energetica non inferiore alla A+. Il bonus però è fruibile solo se si eseguono lavori di ristrutturazione edilizia, manutenzione straordinaria o risanamento conservativo sulla singola unità immobiliare. Quindi non è accessibile a tutti. Lo sconto fiscale comprende anche le spese di trasporto e montaggio e vale per gli acquisti sostenuti fino al 31 dicembre 2016 su un importo massimo di 10mila euro per singola abitazione. A differenza del bonus ristrutturazione e dell’ecobonus, oltre che con bonifico parlante, si può pagare anche con carte di credito o di debito.

Fonte: www.cosedicasa.com