Bonus mobili mini guida: quando, come e quanto.

Bonus mobili mini guida: ecco in sintesi che cosa bisogna sapere sulla detrazione fiscale del 50% per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati a una casa che sia stata ristrutturata.

Bonus mobili mini guida: per poter usufruire della detrazione del 50% sull’acquisto di mobili ed elettrodomestici, bisogna aver realizzato una ristrutturazione edilizia (con relativa detrazione), su singole unità immobiliari residenziali o su parti comuni di edifici. Le spese per questi interventi di recupero edilizio devono essere state sostenute a partire dal 26/6/2012. La detrazione spetta quando i beni sono destinati ad arredare un ambiente della casa sottoposta a ristrutturazione. La data dell’inizio dei lavori di ristrutturazione deve essere precedente a quella in cui si acquistano i beni. Non serve, invece, che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo. 

Diverso è il caso del bonus mobili per le giovani coppie. Basta che costituiscano un nucleo familiare (non importa se sono coniugi o conviventi more uxorio) da almeno tre anni e che almeno uno dei due non abbia superato i trentacinque anni di età. Se acquistano la prima casa, possono beneficiare di una detrazione Irpef del 50% delle spese documentate per l’acquisto degli arredi della stessa abitazione. L’ammontare complessivo non deve risultare superiore a 16.000 euro (legge di stabilità 2016).

Bonus mobili, massimo su una spesa di 10.000 euro

È l’importo di spesa per cui si può usufruire della detrazione Irpef del 50%, indipendentemente dall’importo delle spese della ristrutturazione. Le spese devono essere state sostenute dal 6/6/2013 al 31/12/2016 per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. Tra i primi rientrano: cucine, tavoli, sedie, divani, poltrone, credenze, librerie, scrivanie, letti, materassi, comodini, armadi, cassettiere, lampade. Gli elettrodomestici devono essere di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), come rilevabile dall’etichetta energetica. Per grandi elettrodomestici si intendono frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori, ventilatori, condizionatori. Tra le spese si possono includere quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.

Nota: quando si effettua un intervento sulle parti condominiali, i condòmini hanno diritto alla detrazione, ciascuno per la propria quota, per i beni destinati ad arredare queste parti. 

Pagamenti tracciabili

I pagamenti devono essere effettuati con bonifici bancari  o postali, sui quali vanno indicati:

  • la causale del versamento;
  • Il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • Il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato. Le stesse modalità vanno osservate per il pagamento delle spese di trasporto e montaggio.

È consentito pagare anche con carte di credito o di debito. La data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta da parte del titolare (si trova nella ricevuta di transazione) e non nel giorno di addebito sul conto corrente. Il pagamento mediante assegni bancari o contanti  invece non è valido. Le spese sostenute vanno indicate nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Unico persone fisiche).

Quali ristrutturazioni?

Per avere la detrazione, occorre aver eseguito uno dei seguenti interventi edilizi:

  • manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti;
  • ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato 
    di emergenza;
  • restauro, risanamento e ristrutturazione riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile.
  • manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali.

I documenti

Vanno conservati:

  • ricevuta del bonifico;
  • ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito);
  • documentazione di addebito sul conto corrente;
  • fatture di acquisto, riportanti la natura,
  • la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.

Fonte: Cose di Casa